[ modelli ]
ARTE
Massimo Rasero già professore a contratto di Rappresentazione Virtuale e Reale al Corso di Laurea in Design e Comunicazione Visiva al Politecnico di Torino.
È stato professore a contratto di Disegno Industriale e di Materiali e modelli al Corso di Laurea in Disegno Industriale al Politecnico di Torino.
È stato docente di Home Design e di Proto pazione all’Istituto d’Arte Applicata e Design a Torino.
Ha insegnato Design al Centro per Tecnico di Modellismo Automobilistico fondato da Giugiaro a Savigliano.
È stato assistente di Giorgio De Ferrari al corso di Disegno Industriale al Politecnico di Torino.
Premi:
• L’architettura di Juvarra – Antichi chiostri Torino 1995
• Primo classificato al concorso ad inviti della Regione Piemonte per la Biennale di Saint-E enne nel 1998
• Quattro menzioni speciali a Young e Design Milano nel 1997, 1998, 1999, 2001
• Attestato di merito a Designing Crati Europe 1999
• Primo premio allestimento Synthesis ad Orgatec – Colonia 1999
• Quarto classificato Masterplan Nichelino 2010
Mostra personale a Santa Maria del Monastero a La Manta (Cn) nel 1996.
Selezionato, ha partecipato ad Arte al muro nel Palazzo della Regione Piemonte – Turismo Torino – Piazza Castello nel 2000.
Ha partecipato alla mostra di sculture Monviso Re di pietra al Pian della Regina nel 1996 con replica presso galleria Tucci Russo nel 1997.
Ha partecipato a Paratissima nel 2004, nel 2005 e nel 2008.
Ha esposto 15 quadri a Paratissima nel 2023 alla Cavallerizza in Via Verdi – Torino e 6 a Paratissima nel 2024.
Con Agostino De Ferrari ha tenuto una conferenza sul Prof. Giorgio De Ferrari alla Casa d’aste Sant’Agos no Torino 2023.
È stato selezionato con una sua opera per la mostra Universo Satellite alla Triennale di Milano nel 2024.
Ha tenuto una personale a Novembre 2024 presso il suo studio in Via Bare 30 Torino.
A Dicembre 2024 ha tenuto una personale presso l’Ufficio Turistico del Comune di Cesana Torinese e un personale il 6/2/2026 presso lo Studio Francia 80 di Torino.
Due sue opere fanno parte della collezione permanente del Cosmit Salone del Mobile di Milano ed una della collezione permanente della Triennale di Milano.
Le sue opere sono state esposte tra le altre sedi presso:
• Mauto – Museo dell’automobile nel 1995
• Design Center di Stoccarda nel 1996
• Amsterdam RAI Exhibition and Convention Centre nel 1997
• Griffin Museum of Science and Industry di Chicago nel 1997
• New Delhi Handloom Pavillon nel 1998
• Cosmit Milano 1997, 1998, 1999, 2001
• Regione Piemonte 2000
• Cavallerizza Torino 2023
• Comune di Cesana Torinese 2024
• Triennale Milano 2024
Massimo Rasero
Il lavoro dell’ultimo anno rappresenta l’esito di una complessa sovrapposizione di punti di vista e di scomposizioni dell’immagine, da cui emerge una nuova forma di figurazione. Questa ricerca si colloca, da un lato, nell’alveo del Nouveau Réalisme caro ad Arman e, dall’altro, rivela un debito nei confronti di una visione classicista, in cui il tempo appare frammentato ma capace di ritrovare un equilibrio interno, come nelle celebri Piazze d’Italia di De Chirico. La pittura, caratterizzata da pennellate vibranti che rimandano alla sensibilità di De Pisis e da cromatismi terrosi di ascendenza sofficiana, si traduce in omaggi e narrazioni di una Torino inedita, evocata attraverso il gioco delle immagini riflesse. Le grandi tele, realizzate su antichi tessuti – tende di lino dei primi del Novecento e grezze canape provenienti da sacchi da caffè – diventano superfici accoglienti per visioni che, pur non aspirando all’onirico, finiscono inevitabilmente per abitarlo. Alla natura razionale dell’architetto si affianca la tensione vibrante dell’artista, in un dialogo costante tra misura e intuizione. Questi quindici lavori, di formati differenti, sono il risultato di un lungo percorso di ricerca che, maturato nel tempo, trova in questa serie la sua piena e libera espressione stilistica. L’opera di Rasero si distingue per una cifra pittorica fortemente riconoscibile, capace di coniugare la continuità con la grande tradizione italiana e, al tempo stesso, una sorprendente freschezza di linguaggio. Con queste tele, Torino scopre un nuovo interprete della propria identità visiva e poetica.
Chiara Massini Curatrice









































